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L'Evoluzione delle cure dentali

Nel corso del XX secolo i progressi in campo economico e sanitario hanno determinato un netto miglioramento delle condizioni di vita delle persone, aumentandone notevolmente le aspettative di vita, che in Italia sono tra le più elevate al mondo. Basti pensare che all’interno della popolazione italiana nei prossimi decenni il peso percentuale degli anziani (si considerano tali gli individui con un’età superiore a 65 anni) aumenterà fino a raggiungere la soglia del 30% della popolazione totale entro il 2030. Da questo punto di vita appare strategico proseguire nella ricerca di nuovi interventi migliorativi della salute e delle condizioni sociali di questa categoria di individui, frequentemente affetta da diverse patologie.

Spesso con l’avanzare dell’età aumentano anche i problemi dentali, con l’insorgere di malattie parodontali che portano in molti casi alla perdita dei denti. A questo proposito, la piorrea è la patologia più temuta, dal momento che il suo insorgere può portare alla perdita di un gran numero di denti, per effetto della riduzione del tessuto osseo e la conseguente perdita di supporto per la dentatura. In casi come questo, la perdita dei denti è stata in passato trattata generalmente attraverso la scelta di dentiere mobili, i cui vantaggi principali sono rappresentati dall’economicità dell’intervento e dalla possibilità di adozione anche in tutti quei casi in cui il tessuto osseo fosse stato insufficiente per l’opzione che prevedeva l’inserimento di protesi fisse. Di contro, le protesi mobili, sì sopperiscono alla mancanza di uno o più denti, ma spesso comportano anche dolori alle gengive e difficoltà nella masticazione.

Oggi, grazie ai progressi in campo medico è possibile effettuare una scelta più efficiente ed efficace, sia dal punto di vista funzionale che estetico, optando per un intervento implantologico in grado di rimpiazzare in maniera fissa i denti mancanti.

Gli interventi di implantologia possono essere effettuati indipendentemente dalla presenza di osso residuo e possono far raggiungere risultati perfetti a pazienti di ogni età. In caso di spessore osseo insufficiente, come fa notare il medico odontoiatra Emilio Francini Naldi, è possibile adottare interventi di accrescimento osseo che rendano possibile la successiva applicazione delle protesi, allo scopo di restituire a chiunque un sorriso naturale e una bocca perfettamente funzionale. L’intervento implantologico consiste in un primo inserimento nell’osso di viti di titanio (metallo resistente e anallergico) sulle quali successivamente verranno applicate le protesi dentali fisse.

Gli interventi implantologici in passato richiedevano lunghi tempi di attesa, dovendo attendere qualche mese dopo l’inserimento delle viti in titanio per il posizionamento del dente definitivo. Le più recenti tecniche implantologiche a carico immediato risolvono egregiamente questo inconveniente, riducendo a poche ore la durata complessiva dell’operazione di impianto dei nuovi denti. La protesi fissa viene infatti apposta subito sulla base, donando in poche ore un nuovo sorriso e una dentatura stabile ai pazienti.

Ulteriori informazioni sull'implantologia dentale:
www.implantologia-allon4.it/impianti-dentali.html


Impianti Dentali

Per i problemi di edentulismo totale o parziale l’unico rimedio chirurgico possibile è la sostituzione degli elementi mancanti con apparecchiature costruite in laboratorio, in grado di ripristinare le funzioni masticatorie, fonative e respiratorie. Questi tra campi sono infatti compromessi dalla caduta dei denti. Attraverso reperti storici, sappiamo che l’uomo ha da sempre cercato una soluzione che potesse rappresentare una valida alternativa alla dentatura naturale ormai perduta. I più svariati materiali venivano inseriti all’interno delle gengive, per garantire una nuova funzionalità del morso. Ma la scarsa conoscenza dei vari elementi che costituiscono il corpo umano, relegava le epoche antiche ad una condizione di ingenuità tale da portare ad errori davvero fondamentali. La scelta dei materiali innanzitutto risultava spesso incosciente: pietre, resine, legno e quant’altro venivano inseriti nel cavo orale a sostituzione degli elementi dentali persi. La creatività umana mostrava tutta la sua versatilità, ma non teneva conto dei limiti imposti dalla natura. I casi di rigetto, cioè la risposta immunitaria dell’organismo nei confronti dell’elemento esterno, saranno stati all’ordine del giorno. Con l’evoluzioni delle tecniche e conoscenze, tale fenomeno iniziò a cambiare. La scelta di materiali quali ceramica o leghe nobili favorì il corretto esito operatorio. Si deve però agli studi del Professor Branemark la scelta del materiale perfetto, tutt’oggi utilizzato negli interventi implantologici. Si tratta del titanio, elemento dalle incredibili capacità osteointegrative e bio- compatibli. I perni in titanio da inserire all’interno dell’osso mascellare o mandibolare mediante impianti dentali, sui quali verranno poi ancorate le capsule e le protesi, garantiscono una perfetta fusione con gli elementi biologici ed organici. I casi di rigetto sono scesi ad una percentuale così bassa da potersi considerare ormai un problema superato.

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